Home Attualità All’asta il vino Messorio da collezione ‘Le Macchiole’

All’asta il vino Messorio da collezione ‘Le Macchiole’

0

Roma, 21 mag. (Labitalia) – In occasione di Expo, la casa d’aste Pandolfini aggiudicherà una delle 48 ‘Mathusalem’ da collezione del Messorio 2004 (uno dei vini simbolo della cantina di Bolgheri) firmato Le Macchiole, nate dalla collaborazione con l’artista Stefano Tonelli. La data è fissata per il 22 maggio, alle 14,30, al Centro Svizzero di Milano, in via Palestro 2. L’intero ricavato sarà devoluto alla realizzazione di un progetto per la valorizzazione dei luoghi cari a Giosuè Carducci.
All’asta ci sarà la bottiglia numero 43, la cui etichetta riproduce un segmento dell’opera su tela dell’artista Stefano Tonelli, realizzata appositamente per questa esclusiva edizione del vino. Bottiglie che sono pezzi unici dedicati ai grandi intenditori: la realtà guidata da Cinzia Merli, infatti, ha prodotto solo 48 Mathusalem dell’annata 2004 del suo rinomato Merlot in purezza e ciascuna di queste raccoglie una parte dell’opera di Tonelli.
Grafite, carbone, acqua, acrilico e smalto si uniscono, quindi, per raccontare un sentimento, quello dell’artista internazionale Stefano Tonelli, per la sua terra natale, i suoi luoghi, i suoi colori e uno dei più grandi vini bolgheresi. Nasce così ‘Calligrafia di un sentimento’, l’opera in tecnica mista dedicata al Messorio, cui l’artista è unito da comunanza di intenti: da sempre Le Macchiole indirizza la sua ricerca verso uno scopo, quello di regalare ai sensi l’essenza del territorio di Bolgheri, e la creatività dell’artista toscano ha saputo rendere questo impegno un’arte da osservare e nello stesso tempo da degustare.
Le 48 bottiglie Mathusalem del Messorio 2004 ospitano ognuna un tassello dell’opera di Tonelli, che si scompone in un mosaico di etichette: una accanto all’altra le 48 bottiglie ridanno vita al corpo intero dell’opera originale. Un’opera da collezionare la cui chiave è da cercare nei luoghi in cui è nata e cui si è ispirata e dove l’artista ha fatto ritorno dopo essere stato, per sua stessa definizione, ‘navigante-viaggiatore’, diviso fra Parigi, New York, Lisbona, Ginevra, Amburgo.
“Qui c’è per me – spiega l’artista – il mistero della perdizione e della salvezza in un’Alfa e Omega costanti, nelle giornate, nelle stagioni, nel trascorrere degli anni. Nel suo paesaggio c’è il respiro di Leonardo, nella sua terra la forza di Michelangelo, nelle sue ombre la modernità del Rosso Fiorentino. E’ il luogo perfetto per circumnavigare la vita senza spostarsi e il silenzio che lo abita è la condizione migliore per chi vuole stare in ascolto. Ho cercato la vibrazione dei sensi provando a non formulare pensieri, fino a sentirmi io stesso ‘luogo’. Come la vite che cerca l’acqua nell’oscurità della terra o come i suoi tralci che smaniano verso il cielo per bere la luce del sole, mi sono attorcigliato al mio compito fino alla epifania”.
Alle bottiglie d’artista è strettamente legato un progetto di rilancio del territorio, che la realizzazione di particolari cornici, prodotte grazie al ricavato delle vendite di queste opere da collezione, e la creazione di percorsi e itinerari che faranno riscoprire Bolgheri e Castagneto ammirando con gli occhi che hanno ispirato le famose poesie di Carducci.