(AdnKronos) – Nell’autunno, tutti i riflettori erano puntati sulle possibili mosse del gruppo franco-olandese che aveva la sua chance per aumentare la propria quota fino ad arrivare al controllo di Alitalia. Ma, viste anche le difficoltà e i problemi che Air France doveva fronteggiare in quel frangente, le cose sono andate diversamente. Air France-Klm ha detenuto la quota del 25% fino al novembre del 2013 quando di è diluita al 7% per effetto della decisione di non aderire all’aumento di capitale di Alitalia e non ha aderito all’operazione con Etihad.
In realtà, gli accordi sottoscritti nel 2009 rappresentano solo una tappa di una lunga storia tra Alitalia e Air France, spesso a un passo dal matrimonio. Già nel ’97, i governi italiano e francese avevano prospettato possibili nozze tra le due compagnie. La prima importante intesa viene sottoscritta nel luglio 2001 e prevede la cooperazione sul fascio di rotte tra Italia e Francia e uno scambio azionario del 2%, indicando, in prospettiva, anche una fusione più strutturale, e l’ingresso di Alitalia nell’alleanza globale Skyteam. Un passaggio cruciale, questo, che consente ad Alitalia di non affrontare da sola la grande crisi del trasporto aereo dopo l’11 settembre.
Ma è nel 2008 che il matrimonio tra Alitalia e Air France-Klm sembra quasi cosa fatta, con la presentazione dell’offerta vincolante da parte dei franco-olandesi e con l’avvio di una serrata trattativa con le organizzazioni sindacali. Ma, nella primavera del 2008, il clima politico non agevola il negoziato: il pericolo di un’Alitalia in mano francese si aggira come uno spettro nella campagna elettorale e il candidato premier Silvio Berlusconi annuncia una cordata tutta italiana. I francesi si ritirano e, per Alitalia, comincia tutta un’altra storia.