Bruxelles, 3 nov. – (AdnKronos) – Un pesce su tre servito nei ristoranti di Bruxelles non è quello che il cliente crede di mangiare. Anche nelle mense delle istituzioni dell’Unione europea, dove nel 38% dei casi i funzionari Ue mangiano pesci ‘contraffatti’. Secondo una ricerca dell’associazione Oceana, basata sull’esame del Dna effettuato dall’Università cattolica di Lovanio, il 30% dei pesci consumati nei sushi bar, nei ristoranti e nelle mense della capitale belga non corrisponde alla specie ordinata dal cliente.
Il movente principale di queste frodi, che Oceana indica come falsa etichettatura e pratiche fraudolente, è economico, con le specie più costose che vengono sostituite con animali che costano fino al 40% in meno.
Le tre specie più ‘contraffatte’ sono il tonno rosso, che nel 95% dei casi è stato sostituito con i meno costosi tonno obeso, o bigeye, e tonno pinna gialla. Nell’11% dei casi la sogliola comune viene rimpiazzata da altri tipi di pesci piatti e nel 13% il merluzzo è sostituito da altre sette specie diverse, spesso pangasio o merluzzo carbonaro.