Palermo, 12 nov. (AdnKronos) – “Parlare di olio italiano per prodotti come quelli finiti nel mirino dell’inchiesta di Guariniello (pm di Torino ndr) è sbagliato. La proprietà di quei marchi non è italiana e spesso molte altre miscele commercializzate con marche semisconosciute e vendute come italiane o siciliane non lo sono”. Così il presidente regionale della sezione olivicola Sicilia di Confagricoltura Giovanni Selvaggi commenta l’inchiesta della procura di Torino che coinvolge sette grandi marchi italiani di olio extravergine d’oliva.
Gli olivicoltori di Confagricoltura Sicilia, sottolinea Selvaggi, denunciano da tempo questo fenomeno rimanendo inascoltati: “in Italia, grazie alle larghe maglie della normativa europea, è possibile spacciare olio extracomunitario di scarsa qualità come prodotto italiano”.
Selvaggi sottolinea come proprio in Sicilia la situazione sia “gravissima specie per quanto riguarda l’olio d’oliva extravergine, esposto alla concorrenza sleale dei paesi dell’altra sponda del Mediterraneo. Miscele comprate a pochi centesimi al chilo arrivano sugli scaffali a 2-3 euro, col risultato che il consumatore porta in tavola un olio di modesta qualità, pensando d’aver fatto un buon affare”.