Roma, 11 feb. (Labitalia) – “Il pacchetto bianco non disincentiverebbe il consumo per tutti coloro che sono già dipendenti o prossimi alla dipendenza per ragioni sociali, ma, oltre ai rischi di incentivo al contrabbando e alla contraffazione, porterebbe anche un minore investimento da parte dei produttori seri e professionali nella qualità del prodotto, non potendo più avere un valore aggiunto derivante dalla protezione della proprietà intellettuale”. Lo dice a Labitalia il presidente dell’Associazione italiana marketing (Aism), Giancarlo Cervino, commentando lo scenario delineato in un’analisi di Bloomberg, che ipotizza l’introduzione di un ‘pacchetto generico’, oltre che per le sigarette, anche per le confezioni di alcolici e junk food.
“La comunicazione -avverte- diventerebbe inefficace e il consumatore sarebbe potenzialmente disorientato anche se nella necessità del consumo. Nel lunghissimo periodo -fa notare il presidente Aism- questo provvedimento porterà forse a una flessione del consumo di questi prodotti potenzialmente, ma non necessariamente, nocivi per la salute, ma sicuramente distruggerà un patrimonio industriale e culturale immenso e millenario nella produzione di tali beni”.
“Un brand non è soltanto -sottolinea Cervino- uno strumento di marketing, ma una vera e propria bandiera per il produttore che può così mostrare i suoi valori come pure la cura e l’attenzione per la qualità, il controllo e la garanzia per i consumatori della sicurezza del prodotto anche se potenzialmente nocivo per la salute”.