Milano, 22 set. (AdnKronos) – Difesa del traffico charter, di cui Verona è il secondo aeroporto per importanza in Italia, accordi con Ryanair per lo sviluppo di nuove rotte e con Volotea per una base a Verona con due aeromobili a partire da novembre 2015 e l’apertura di nove destinazioni. Sono questi alcuni dettagli del piano con cui la società aeroportuale Catullo intende recuperare traffico e passeggeri persi dopo la crisi tra Russia e Ucraina, la svalutazione del rublo e l’acuirisi delle tensioni in Nord Africa, che hanno portato alla soppressione di rotte e destinazioni prima fondamentali per lo scalo.
“Nel 2016 potremmo frenare la curva discendente del traffico dei passeggeri e ricominciare a crescere, speriamo a doppia cifra”, spiega il presidente della Catullo, Paolo Arena, all’Adnkronos. I target che la società si è prefissata di raggiungere prevedono 4 milioni di passeggeri al 2019 e 5,5 milioni di passeggeri al 2030. Nel 2014, i passeggeri sono stati 2,8 mln. Ad aiutare la società scaligera è stata anche l’integrazione con Save, la società che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso, e a circa un anno dall’accordo il bilancio è più che positivo.
La creazione del polo del Nord Est “ha portato solo benefici e soluzioni positive che si andranno a concretizzare nella seconda parte del 2015. Si è formata una squadra e – spiega Arena – si sono messi insieme i know how di due aeroporti che non sono più in competizione l’uno con l’altro”. L’integrazione, oltretutto, “ci ha permesso, anche a fronte a una diminuzione dei ricavi, di riuscire a razionalizzare oltremodo i costi. Il fatto di far parte di un sistema che gestisce circa 14 mln di passeggeri – aggiunge – significa competere oggi a livello internazionale in un business globalizzato”.