Venezia, 19 apr. (AdnKronos) – A Venezia Il 25 aprile non si festeggia solo la liberazione dal fascismo, ma è anche la festa di San Marco, santo patrono della città, una tradizione ben più antica dell’attuale festa nazionale.
La storia vuole che le reliquie di San Marco furono trafugate da Alessandria d’Egitto e trasportate a Venezia nel 828 da due leggendari mercanti veneziani: Rustico da Torcello e Buono da Malamocco. La leggenda vuole che per trafugare il corpo di San Marco i due mercanti lo abbiano nascosto sotto un carico di carne di maiale, che riuscì a passare senza ispezione la dogana a causa del ben noto disprezzo dei musulmani per questo alimento ‘impuro’. La reliquia di San Marco fu accolta con grande gioia a Venezia, non solo per la sua funzione di attrarre pellegrini da tutta Europa a Venezia, ma anche perché la storia veneta racconta che proprio l’evangelista Marco, mentre era in vita, avrebbe evangelizzato le genti venete divenendone quindi il patrono.
San Marco divenne così il patrono e l’emblema della città assumendo le sembianze di un leone alato che brandisce una spada e stringe tra le zampe un libro sulle cui pagine aperte si legge: ‘Pax Tibi Marce Evangelista Meus’: ‘Pace a Te o Marco Mio Evangelista’.
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