Sochi, 10 feb. (Adnkronos) – La cucina trevigiana e l'enogastronomia veneta seducono sportivi e pubblico dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi. Lo chef trevigiano Tino Vettorello, scelto dal Cio quale alfiere del made in Italy culinario del Mondo, con uno staff di 45 professionisti, tutti italiani, sta deliziando i palati degli atleti al villaggio olimpico. "E' una grande avventura e una sfida entusiasmante preparare menu e proporre piatti leggeri e genuini ideali per la dieta degli atleti, ma apprezzati anche dal numeroso pubblico internazionale presente a Sochi". La parte del leone la fa la pasta. "Abbiamo un menu a la carte molto ampio, ma i nostri ospiti prediligono molto il pesce e una cucina molto leggera, anche se i nostri dolci sono molto amati. Ma la pasta italiana, e in particolare le tagliatelle fatte in casa nessuno le disdegna e ne siamo orgogliosi. E' un piatto semplicissimo ma che va alla grande anche a Sochi", spiega con orgoglio Tino Vettorello all'Adnkronos. A tavola un patrimonio di sapori con il meglio dei prodotti nazionali con un occhio di riguardo al Veneto e al territorio trevigiano, dall'immancabile radicchio ai formaggi, passando per i salumi e i grandi vini. Dopo la cena per il Cio, la serata con il Presidente dell'Onu e Alberto di Monaco, e la cena ufficiale della Cerimonia di apertura, tanti altri appuntamenti attendono gli chef italiani fino al 23 febbraio. Ma sono stati già tanti gli ospiti di rango passati in questi primi giorni di Olimpiadi. "Abbiamo avuto la principessa d'Inghilterra, il principe Alberto di Monaco, il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, tanti personaggi dello sport mondiale, il presidente del Cio, Thomas Bach che è sempre qui con i suoi ospiti, il presidente della Coca Cola. Per soddisfare tutti i palati servono varie tipologie di menu. Io ho una cucina molto lineare e pulita per far conoscere tutti i prodotti italiani e farli apprezzare. Fino ad ora abbiamo avuto solo grandi complimenti e speriamo di poter continuare a soddisfare i palati di tutti". Vettorello è stato protagonista in cucina anche alle precedenti Olimpiadi invernali di Vancouver e sottolinea le differenze. "L'operatività e la complessità è sempre molto alta, per mille fattori operativi. Qui a Sochi la grande difficoltà che sto trovando giornalmente è reperire la materia prima, anche perché sono molto esigente nella scelta del cibo che è alla base della mia cucina e della cucina italiana. Io voglio prodotti italiani, esclusa la carne che qui è molto buona, per comporre i miei menu, ma in certi paesi, con mentalità e strutture diverse dalla nostra, non ci capiscono. Non comprendono perché ci vogliono tanti ingredienti per comporre un piatto", spiega lo chef trevigiano.Il lavoro in questi giorni va avanti senza sosta. "Abbiamo un ristorante a la carte di sera e delle cooking station per cucinare davanti alla gente, oltre ai dinner, una bella mole di lavoro. I piatti vengono tutti presentati prima e in base agli ospiti che abbiamo cerchiamo di adeguarli in funzione della esigenze che ci possono essere. Putin? L'ho incontrato l'altra sera, e lo stiamo aspettando uno di questi giorni per una cena, ma molti altri personaggi di alto livello sono presenze fisse, anche italiani", continua Vettorello. Per le sue cene lo chef italiano utilizza prodotti nostrani, che però deve reperire in Russia. "Magari avessi potuto portare i prodotti dall'Italia. Io ho fatto una ricerca molto approfondita sulle aziende italiane che esportavano in Russia e tramite un comitato ho fatto arrivare quello che serviva, nonostante i problemi e le mille paure che ci sono qui ai Giochi".