Torino, 2 gen. (Labitalia) – "Di fronte abbiamo un nuovo capitolo di storia comune da scrivere, a voi chiediamo di restare uniti, in quel patto di lealtà e fiducia che ci ha permesso di arrivare fino a questo punto. Da parte nostra, vi assicuriamo l'impegno a sviluppare Fiat-Chrysler ovunque nel mondo, a renderla un modello di velocità e di efficienza e a offrirvi un futuro sicuro e stimolante, in un ambiente dove lo scambio di esperienze e culture sarà fonte di crescita professionale e personale". Così la lettera che i vertici del Lingotto, il presidente John Elkann e l'ad Sergio Marchionne, hanno inviato a tutti i dipendenti di Fiat e Chrysler all'indomani dell'intesa che ha visto la casa automobilistica torinese acquisire per intero il gruppo di Detroit. Sottolineando che "l'emozione con cui vi scriviamo questa lettera è quella di chi negli ultimi quattro anni e mezzo ha lavorato per coltivare un grande sogno di integrazione industriale e culturale e oggi lo vede realizzato'', Elkann e Marchionne ricordano che, "dopo una lunga trattativa, abbiamo raggiunto un accordo con Veba che ci permette, attraverso l'acquisizione della totalità delle azioni Chrysler da parte di Fiat, di realizzare, anche dal punto di vista finanziario e tecnico, l'unione tra le due società. Si tratta di un'unione che nei fatti è già una realtà straordinaria". "In questi anni, le nostre due aziende – proseguono i vertici del Lingotto – hanno imparato a conoscersi e a fidarsi l'una dell'altra, hanno imparato a stimolarsi a vicenda e a scambiarsi esperienze e conoscenze, hanno intrapreso un cammino insieme. Fiat e Chrysler, ognuna con la propria identità, hanno iniziato a condividere tutto: competenze industriali e risorse, progetti e traguardi, sfide e ambizioni". "La cosa più importante – rilevano ancora – è che hanno condiviso fin dall'inizio lo spirito e i valori di un gruppo che vuole distinguersi non solo per l'eccellenza dei suoi prodotti, ma anche per integrità, serietà e trasparenza. Il passaggio che abbiamo compiuto oggi rappresenta senza dubbio un momento epocale nella storia di Fiat e di Chrysler, ma non è che il coronamento di tutto il lavoro fatto in questi anni, per integrare le rispettive tradizioni, per trasformare le differenze in punti di forza e per abbattere, insieme alle barriere geografiche, anche quelle culturali"."In questo modo siamo riusciti a dare vita a un costruttore di auto mondiale tra i leader del settore – concludono – e quello che abbiamo creato insieme, uno straordinario gruppo di persone che lavorano fianco a fianco con umiltà, che si ascoltano e si confrontano, che uniscono le loro culture da ogni parte del mondo, è il valore più grande di cui disponiamo ed è anche la migliore garanzia del nostro successo".