Venezia, 14 ott. – (Adnkronos) – “Sì al city tax”. Non ha dubbi il presidente dell’Ava (Associazione veneziana albergatori), Vittorio Bonacini e sulla proposta lanciata ieri dal ministro della Cultura e del turismo Dario Franceschini proprio qui da Venezia nel corso di un convegno, spiega: “Noi siamo lieti e compiaciuti che alla fine, seppur con ritardo, certe realtà siano state prese in considerazione. L’Ava in passato più di una volta ha fatto presente che il turismo residenzale a Venezia ‘costa’ il 30% e garantisce il 70% del volume totale dell’intero comparto turistico. Al posto, invece, del turismo ‘mordi e fuggi’ che rappresenta il 70% di ‘costi’ alla città e garantisce solo il 30% di indotto”.
“A tutt’oggi invece, ad essere penalizzato è il turismo residenziale -polemizza il presidente dell’Ava (seconda associazione albergatori d’Italia dopo Roma)- quando, invece, la grande maggioranza di costi per trasporti, pulizie, gestione nei traffici turistici è rappresentata proprio dal turismo ‘mordi e fuggi'”.
“Per questo, dal 2010 insistiamo sul fatto che l’impostazione della tassa di soggiorno è completamente errata. Di tutto ciò ne abbiamo parlato con lo stesso ministro Franceschini e anche con il presidente della Repubblica nell’incontro avuto con lui lo scorso 16 settembre”. (segue)