– Così per il presidente dell’Ava “è ovvio che il turismo a Venezia deve essere gestito come qualcosa di essenziale per tutta la città. A Venezia non manca nulla ma ci siamo ridotti ad un suk imprensentabile quando abbiamo ‘svenduto’ tutto quanto di bello ha la città sul fronte della cultura, della storia e dell’arte”.
“Qui non si tratta di improvvisare una ‘tassa di calpestio della città’ -spiega Bonacini- tutti a Venezia sono coinvolti nel turismo. Non si tratta di inventare nulla ma di guardare cosa fanno gli altri: ad esempio chi prende un caffè a New York paga una city tax”.
“Ben venga quindi l’ispirazione di Franceschini di affrontare in maniera diversa il discorso del turismo a Venezia: e cioè tutte le attività coinvolte nel turismo, dai bar, ai ristoranti, ai trasporti, alle bancarelle devono essere coinvolte. Non si può più gravare solo sul turismo stanziale”. E Bonacini quindi per riprendere l’esempio di New York spiega che “potrebbe essere adottata un’addizionale dello 0,50% di Iva sulle consumazioni. L’Ava è a disposizione del ministro della Cultura e del turismo per condividere le soluzioni e le strategie più appropriate”.