Padova, 11 nov. (AdnKronos) – Il tessuto economico veneto attraversa una fase di lenta e incerta ripresa dopo una lunga crisi. Nel II trimestre del 2014, la crescita della produzione industriale ha perso slancio, registrando un modesto incremento (+1,2% a/a). La crescita produttiva, comunque, ha riguardato quasi tutti i settori e, in particolare, i comparti dei mezzi di trasporto e delle macchine elettriche ed elettroniche: entrambi hanno chiuso l’ultimo trimestre con una forte crescita ancora più marcata del dato del primo trimestre dell’anno. Il grado di utilizzo degli impianti è tornato ai livelli dello stesso periodo del 2013 (72,9%) e gli investimenti delle imprese sono ancora in flessione. E’ quanto emerge dalla lettura dei dati economici effettuata dall’Area Research IR di Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha analizzato le peculiarità del territorio e la dimensione economica della Regione Veneto.
Nell’ipotesi di un consolidamento della ripresa del commercio internazionale, secondo Prometeia, nel biennio 2014-15 il Pil regionale registrerà una crescita leggermente superiore alla media nazionale (+0,2% a/a del 2014 e +0,7% a/a del 2015 del Veneto vs. -0,4% a/a del 2014 e +0,5% a/a del 2015 dell’Italia) per poi stabilizzarsi su tassi di crescita analoghi a quelli nazionali. Il principale rischio è rappresentato dalla delicata situazione del mercato del lavoro. Qualora il trend negativo dovesse proseguire e addirittura aggravarsi l’effetto sui consumi e sugli investimenti potrebbe pregiudicare le prospettive di crescita della regione nel prossimo futuro.