Roma, 8 apr. (Labitalia) – Né a favore né contro, ma perplessi sugli obiettivi e gli intendimenti che il dl lavoro intende raggiungere. E’ sostanzialmente questa la posizione della Uil espressa oggi, nel corso dell’audizione alla commissione Lavoro della Camera, il segretario confederale Guglielmo Loy.
“Non ci è chiaro su quale intendimento è stato costruito il decreto. Non si capisce quale sia l’obiettivo, se è la creazione di occupazione netta o il voler far emerge occupazione o ancora quello di creare tipologie diverse di contratto a termine”, spiega ricordando come però “in tutta Europa i contratti a termine siano considerati una eccezione”. E mette in guardia il governo dalla possibilità che “la liberalizzazione sostanziale dei contratti a tempo determinato finiscano per ‘fagocitare’ tutte le altre forme, a cominciare da quello a tutele crescenti delineato nella delega”.
“E’ un provvedimento molto generalista e statatalista”, annota ancora, sottolineando come “la norma intervenga su tutti i settori produttivi a prescindere dall’ampiezza del territorio e dalla grandezza dell’impresa come se i problemi fossero tutti uguali”. Non solo. I contratti a tempo determinato, inoltre, rileva ancora, “non hanno nessun coordinamento con gli altri interventi in campo per l’incentivazione dell’occupazione, soprattutto giovanile”. Uno ‘scoordinamento’ del quale la Uil teme gli effetti: “E cioè che ci saranno generazioni, soprattutto quelle over 30, che potrebbero essere emarginati da qualsiasi intervento di facilitazione delle assunzioni”.