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Uil: domani via a congresso, Barbagallo segretario generale

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Roma, 18 nov.(AdnKronos) – Si aprirà domani a Roma il XVI congresso Uil. Un’assise di tre giorni, chiuderà il 21 novembre, ‘ritagliata’ in un momento politico e sociale in ebollizione, tra la riforma del mercato del lavoro, l’articolo 18 riformato dal governo Renzi, e il ‘nodo’ pubblico impiego, gelato dall’esecutivo nelle sue aspettative di rinnovo del contratto nel 2015. Il tutto mentre consumi e investimenti sono ancora al palo e la ripresa, che non è più detto che arrivi, stenta ancora a palesarsi. Problemi che non resteranno fuori dal Palazzo dei Congressi che ne discuterà con politici, parlamentari e altri sindacalisti, italiani e non: ai lavori, infatti, oltre ai 1500 delegati parteciperanno circa 620 invitati e 48 rappresentanti di organizzazioni sindacali di 30 diversi Paesi. Per il governo presenti sia il ministro del Lavoro Giuliano Poletti che il ministro della Giustizia, Andrea Orlando mentre per i sindacati cugini parleranno dal palco sia il leader Cgil, Susanna Camusso che quello della Cisl, Anna Maria Furlan.
Evocativo del momento lo slogan scelto per la tre giorni di dibattito da cui far emergere la Uil che verrà, “Lavoro voglia di riscatto”. Due i punti della scommessa che il sindacato è pronto a intraprendere: una rilettura della riforma contrattuale che spinga molto sulla contrattazione aziendale (in alternativa su quella territoriale) e il completamento della riforma organizzativa del sindacato. Due fronti, questi, che per la confederazione di via Lucullo, rispondono sia al momento di crisi del Paese che alla domanda di sindacato ancora molto diffusa nonostante il dramma della disoccupazione.
Ad aprire la convention il segretario generale uscente Luigi Angeletti mentre sarà Carmelo Barbagallo, l’attuale candidato-leader a chiudere il congresso venerdì, dopo che il voto del nuovo consiglio nazionale ne avrà sancito l’elezione. Ad ascoltarlo anche una sostanziosa pattuglia di sottosegretari e viceministri, una delegazione di presidenti di Commissione, da Gugliemo Epifani a Vannino Chiti, i responsabili economici dei partiti, tra cui anche Filippo Taddei del Pd oltre alle rappresentanze del mondo produttivo; assente Squinzi ma presente il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci assieme ai vertici di Federchimica, Confartigianato, Confesercenti e Coldiretti.