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Ue: Becchi, stampa di mer.., ora tutti contro Farage

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Roma, 14 giu. (Adnkronos) – “Certo che abbiamo una stampa di merda. Quando Farage faceva discorsi infuocati nel parlamento europeo non se lo filava nessuno, ora invece..”. Lo scrive in un tweet Paolo Becchi, il docente di filosofia del diretto considerato a fasi alterne ideologo del M5S, criticando lo spazio dato dai giornali alla vicenda della tardiva dichiarazione di una serie di donazioni del lader dell’Ukip, ora nei guai per la presunta dimenticanza.
Contemporamente, sul blog di Grillo, Becchi lancia la metafora del cocomero, intervenendo sull’esclusione dei Verdi dal referendum online per decidere le alleanza a Bruxelles. “I cocomeri di regime, verdi fuori e rossi dentro”, titola il post: anche qui il professore se la prende con la stampa. “Siamo alle solite – attacca Becchi – Il MoVimento 5 Stelle lascia votare i suoi iscritti per scegliere il gruppo di appartenenza per il prossimo Parlamento europeo e si accende il solito, vuoto, frastuono mediatico. Sono state date tre possibilita’ di voto ed e’ stata esclusa la quarta, quella che la stampa e televisioni di regime avevano gia’ deciso per il ‘bene’ del M5S e cioe’ i verdi”.
“La decisione – rivendica Becchi – è stata presa dopo che quest’ultimi hanno rifiutato pubblicamente le trattative, chiarendo come non erano disposti a negoziare un ingresso da pari del Movimento”. “I verdi sono un puntello della politica social-democratica tedesca, che a sua volta è un puntello dell’austerità della Merkel. Oggi tutti i giornali scrivono sul fatto che votando per Farage il MoVimento 5 Stelle si sposta a destra e come loro avrebbero preferito la sinistra guerrafondaia e favorevole all’austerity dei verdi o quella nostalgica di Tsipras, che non prevede alcuna misura credibile sul come uscire da quest’impasse drammatico, ma si limita ad alcuni slogan vuoti come ‘basta all’Europa dei banchieri’. Un’alleanza con questi gruppi – secondo Becchi – avrebbe frenato la forza propulsiva di rottura da parte del Movimento verso l’attuale architettura istituzionale dell’Unione Europea””.