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Tv: Gasparri, con mia legge crescita settore, ora faro su web

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Roma, 24 set (AdnKronos) – Crescita del settore in termini economici e di offerta, più pluralismo e la piena migrazione al sistema digitale. E’ questo in sintesi il ‘saldo’ della legge Gasparri a dieci anni dalla sua approvazione secondo l’allora ministro delle Comunicazioni che gli diede il nome. Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, evidenzia: “che l’impianto della legge si sia dimostrato validissimo non lo dico io ma – spiega – emerge dalla prova dei fatti”.
Per trarre un bilancio della normativa varata nel maggio del 2004 la Fondazione Italia Protagonista, di cui il senatore di Forza Italia e’ presidente, ha organizzato un convegno dal titolo “Fare il futuro-A dieci anni dalla Legge Gasparri come cambia la tv” in programma domani presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica (Via della Dogana Vecchia 29) con molti protagonisti della tv di ieri e di oggi tra gli ospiti, da Luigi Gubitosi a Fedele Confalonieri e Urbano Cairo.
“La prima considerazione e’ che la legge ha accompagnato la crescita del settore: oggi c’e’ l’imbarazzo della scelta tra canali e anche chi non ha la tv satellitare a pagamento ha un’offerta amplissima sul digitale”, sottolinea Gasparri che rivendica anche la lungimiranza nella costituzione del Sic, il paniere che calcola i ricavi complessivi del settore della comunicazione. Con la concorrenza che il web fara’ sempre piu’ alla tv ‘classica’ i tetti antitrust del Sistema integrato della comunicazione “andrebbero corretti casomai verso l’alto”, afferma l’ex ministro.
Proprio ponendosi la questione della concorrenza che il web fa e fara’ sempre piu’ a giornali e tv occorre “garantire alle aziende italiane di rimanere in piedi in un mercato che – sottolinea Gasparri – non solo interessa colossi stranieri come Vivendi e Al Jazeera, ma anche a livello di Rete e’ diventato territorio dove agiscono i grandi motori di ricerca come Google e gli altri Over the top”. In questo senso “bisogna agire per evitare il nanismo delle aziende: e’ questa la sfida che il sistema deve affrontare”.
Mentre “questione meno rilevante” dice il senatore di Forza Italia e’ l’eventuale modifica della governance della Rai. “Quando facemmo la legge – ricorda Gasparri -lasciammo tale questione alla libera discussione del Parlamento. Se si vuole modificare la norma lo si faccia; non e’ il punto centrale della legge”. Basta tenere presente “che la Consulta ha chiarito che il Parlamento dev’essere dirimente” in tema di Rai “e non il Governo”.