Roma, 2 ott. (Adnkronos) – “Si tratta perciò di un’operazione insostenibile e discutibile sotto molti punti di vista, che maschera l’ennesimo sistema per ricavare introiti da parte dello Stato.La trovata di inserire parte del Tfr in busta paga non ci convince affatto”. Lo dichiarano Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, e Elio Lannutti, presidente Adusbef, in una nota congiunta in cui spiegano che dal per loro “presenta diverse criticità sotto molteplici punti di vista”. “In primo luogo -chiedono nella nota- per quanto riguarda la tassazione: in che modo verrebbe tassato tale importo? Sarebbe soggetto alla stessa elevata tassazione sui salari e ciò è improponibile. Si tratterebbe di una vera assurdità e, a conti fatti, vorrebbe dire decurtare pesantemente il tfr dei lavoratori”.
Per le associazioni dei consumatori “un’operazione simile converrebbe molto allo Stato e al Governo”. Perché, spiegano, “applicare lo stesso livello di tassazione delle buste paga comporterebbe un aumento degli introiti fiscali di oltre 5 miliardi”.”Un’altra rilevante criticità riguarda -evidenzia la nota- le piccole e medie imprese, che non sarebbero mai in grado di sostenerne i costi e si darebbe così l’ennesimo colpo di spalla alla già precaria situazione dell’economia interna”. “Infine -continua la nota- tutta questa operazione contribuirebbe a diminuire il peso nella contrattazione, dal momento che le retribuzioni risulterebbero di fatto aumentate, anche se in realtà non lo sono, ma contengono semplicemente soldi che già appartengono ai lavoratori”.