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Tfr: Cgia, Pmi pagheranno più tasse, in crisi tenuta finanziaria

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– Roma, 6 ott. (Adnkronos) -“Negli ultimi 4 anni le piccole e micro imprese con meno di 20 addetti hanno subito una riduzione degli impieghi bancari al netto delle sofferenze di quasi 25,5 miliardi di euro, pari ad una contrazione del 14,8 per cento”. Ad affermarlo è la Cgia, molto critica rispetto al Jobs Act. “Con la riforma del lavoro e l’eventuale anticipazione del Tfr in busta paga le Pmi rischiano di pagare più tasse e di mettere in crisi la propria tenuta finanziaria”, fa sapere il una nota il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, che spiega: “Nelle ultime settimane il dibattito sul Jobs Act si è concentrato quasi esclusivamente sulla riforma dell’ articolo 18. Poco o nulla, invece, si è discusso sulla revisione degli ammortizzatori sociali”.
Per Bortolussi a rischio è “l’estinzione della cassa integrazione in deroga, che dovrebbe essere sostituita dal sistema della bilateralità o del Fondo residuale all’Inps”. “Un nuovo sistema -spiega- che dovrebbe essere sostenuto economicamente anche dalle piccole aziende che subirebbero un incremento del carico contributivo”.
Ma non solo, “è probabile che l’attuale contributo sui licenziamenti dei lavoratori con un contratto a tempo indeterminato venga addirittura triplicato. Per un dipendente lasciato a casa -continua Bortolussi- per ragioni economiche, l’azienda dovrebbe versare all’Inps, in relazione all’anzianità lavorativa, da un minimo di 1.500 euro circa ad un massimo di 4.500 euro lordi. Se un imprenditore, suo malgrado, dovesse licenziare un dipendente perché l’attività va male e non ha più le risorse per assicurargli il posto di lavoro, dove troverebbe i soldi per alimentare l’Aspi?”.