Home Nazionale Teatro: Cendic, nasca ‘casa’ per drammaturgia contemporanea

Teatro: Cendic, nasca ‘casa’ per drammaturgia contemporanea

0

– Roma, 18 set. (Adnkronos) – Far nascere un teatro per la drammaturgia italiana contemporanea. A lanciare l’idea, contenuta in un appello firmato finora da mille tra autori, artisti, produttori, intellettuali e operatori dello spettacolo, è il Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea, (Cendic).
“Le vicende teatrali italiane del Novecento, in particolare nella seconda metà del secolo – si legge nell’appello- hanno manifestato una ribadita preoccupazione per lo stato della nostra drammaturgia, volutamente poco considerata dalle Istituzioni, fatto salvi alcuni casi impossibili da ignorare (da Eduardo De Filippo a Dario Fo)”.
“Di fatto – continua il Cendic- il sistema ha voluto sbarazzarsi dei testi italiani e della conseguente scomoda figura dell’autore che avrebbero potuto, invece, in modo intelligente quanto critico, testimoniare la contemporaneità”. Il Cendic ricorda che “sul finire del secolo scorso, tuttavia, quasi in controtendenza rispetto a un diffuso degrado del panorama culturale, i teatri hanno cominciato a dare un rilevante spazio a una drammaturgia nazionale che si dimostra in grado di poter ulteriormente maturare e affermarsi”.
Eppure, spiega il Cendic, si continua “a proclamare la non esistenza dell’autore italiano negli stessi logori termini con cui lo si faceva negli anni Settanta, evitando di sottolineare altre gravità: dalla progressiva scomparsa della critica, all’incapacità di offrire una visione sintetica di quanto presso di noi si va producendo per la scena”.
Per questi motivi “si rende quanto mai necessaria la creazione di una dimora (teatro) che di questo repertorio sappia individuare il profilo più significativo come avviene in tutti gli altri Paesi europei.
Il Cendic pensa così ad un’istituzione “in grado di dialogare e confrontarsi con le istituzioni omologhe operanti negli altri Paesi europei, finanziabile non solo attraverso i contributi degli Enti pubblici nazionali e locali (Mibact, Regione, Comune), ma anche con il Tax Credit per il teatro e con una quota parte proveniente dalla cosiddetta copia privata destinata alla ‘promozione della creatività'”.