Cagliari, 10 nov. (AdnKronos) – Dopo Scozia e Catalogna le prospettive “crescono anche in Sardegna”: il segretario del Partito Sardo d’Azione, Giacomo Sanna, a capo della delegazione sardista tra le 35 invitate come osservatori internazionali al referendum indipendentista, è convinto che si sia aperta una nuova strada anche per l’indipendentismo sardo. “Quel che loro hanno fatto qui – dice all’Adnkronos – è stato costruito in tanti anni. Ci hanno creduto, ed è quello che stiamo cercando di fare noi, ma non nelle divisioni, bensì perseguendo un obiettivo comune”. Un riferimento esplicito alle diverse anime, attualmente separate, dell’indipendentismo sardo: “Non saremo d’accorso su altre cose, ma l’indipendentismo è l’elemento che deve unire, non dividere”.
Sanna, che è tutt’ora a Barcellona, racconta la sua esperienza ai seggi. “Sono stati referendum estremamente corretti e con una partecipazione che ha sorpreso tutti. Vedere gente che fa la fila per centinaia di metri sotto la pioggia è straordinario. In Italia avremmo visto le gente scappare via. Qui sono rimasti pazientemente in attesa del loro turno, dimostrando che in Catalogna c’è un sentimento di appartenenza forte che è cresciuto enormemente rispetto ad altre parti. Lo dimostra l’80% circa dei ‘si’ allo Stato catalano”.
“Le operazioni di voto – continua Sanna – si sono svolte con estrema regolarità. Ogni persona ha presentato la propria carta d’identità ed è stato ammessa ai seggi. Addirittura alcuni non hanno potuto votare perché avevano appena cambiato residenza e l’indirizzo non corrispondeva a quello in possesso degli scrutatori. Sono stati invitati a recarsi in comune per aggiornare il documento”.
“L’esempio di attaccamento alla causa è Pep Guardiola, l’allenatore del Bayern che è venuto a Barcellona da Monaco per poter votare – spiega Sanna – a dimostrazione che quello catalano dell’indipendenza è un sentimento profondo ed esteso. Sanna fa quindi riferimento all’annunciato intervento della magistratura spagnola, che, secondo il quotidiano El Pais, perseguirà gli organizzatori: “Non si può fare finta di niente cercando di intervenire o delegittimare un fatto di tale portata per via giudiziaria”.