Home Nazionale Sisma, Magani: ”Entro settembre L’Aquila riavrà Museo d’Abruzzo”

Sisma, Magani: ”Entro settembre L’Aquila riavrà Museo d’Abruzzo”

0

Roma, 2 apr. (Adnkronos) – “Entro settembre riapriremo il Museo Nazionale d’Abruzzo che prima del terremoto era ospitato al Forte Spagnolo, sede principale anche dell’amministrazione dei Beni culturali de L’Aquila, portando circa un centinaio di opere che vanno dal ‘300 al ‘900 nell’edificio industriale dell’Ex Mattatoio”. Parola di Fabrizio Magani, Direttore regionale per i Beni Culturali dell’Abruzzo che, parlando con l’Adnkronos a pochi giorni dal quinto anniversario del sisma che ha colpito L’Aquila e l’Abruzzo il 6 aprile del 2009, fa il punto sulla ricostruzione in atto in città e nella regione, per quanto di sua competenza.
Il ‘nuovo museo’, afferma Magani, potrebbe rilanciare un vero e proprio “Progetto L’Aquila che miri alla riappropriazione degli spazi in termini anche di attività culturali. Vorrei che quell’area diventasse un punto di aggregazione per la città”.
Il piano di lavori post-terremoto, comunque, ha trasformato la città in un grande cantiere. Il programma pluriennale d’interventi per il periodo 2013-2021 interessa 485 beni monumentali per una spesa complessiva stimata al 2012 di 585 milioni di euro. Interventi che coinvolgono per circa il 95% beni di proprietà ecclesiale. Non solo: dalla fine della gestione commissariale sono 103 gli interventi messi in atto e trattati dalla Direzione Regionale.
Numeri che inducono Magani a ritenere che “effettivamente c’è stato un notevole cambiamento di passo negli ultimi due anni. Credo che ciò sia facilmente confermato dal fatto che ci siano gru dappertutto, a dimostrazione che il cambiamento c’è stato”.
“Questo vale per il vasto patrimonio del centro storico aquilano, pubblico e privato. L’ufficio della soprintendenza ai beni architettonici -sottolinea il direttore regionale- ha autorizzato progetti privati per oltre 101 aggregati, ovvero quartieri che tengono insieme dimore contigue dal punto di vista strutturale”.
Aree urbane in cui sono presenti, in altri termini, beni diversi: “Ci possono essere case, chiese, edifici pubblici che hanno muri in comune”, spiega Magani che poi aggiunge: “Si tratta, compatibilmente con le risorse, di un numero piuttosto impressionante di interventi che abbraccia quasi mezza città. Ciò si deve ad un lavoro corale tra gli uffici speciali per la ricostruzione, uno dedicato a L’Aquila e uno alla periferia, grazie al quale è stato possibile mettere in atto tutte le procedure e l’accelerazione necessaria per dare garanzia sull’abitazione ai residenti aquilani”.
Scendendo nel dettaglio, nel corso del 2013 la direzione regionale ha gestito nell’area colpita dal terremoto circa 155 milioni di euro, tutti impegnati. “Abbiamo programmato -evidenzia Magani – una serie cospicua di attività che portano ad una previsione di nove anni di lavori. Attività che coinvolgono, appunto, i 485 beni monumentali che si trovano nel centro storico de L’Aquila ma anche nel territorio. Nella programmazione sono state realizzate scelte che riguardano il recupero del patrimonio restituendolo alla fruizione pubblica”.
Secondo Magani “al di là delle fonti di finanziamento siamo riusciti a far partire dal 2012 tutte le procedure per il recupero e il restauro di una serie di edifici pubblici, o a destinazione pubblica, come ad esempio quelli del patrimonio ecclesiastico”.
Tra gli interventi avviati spicca infatti quello seguito dalla Direzione Regionale in sinergia con il Comune de L’Aquila per il recupero della Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Un restauro affidato all’Eni, che ha stanziato 14 milioni di euro. Il progetto è stato affidato, invece, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici.