Città del Vaticano, 6 ott. – (Adnkronos) – ”Non è azzardato ritenere che non pochi dei matrimoni celebrati in chiesa possano risultare non validi”. E’ quanto sottolinea il cardinale Peter Erdo in qualità di relatore generale del Sinodo straordinario sulla famiglia, aperto in Vaticano alla presenza di Papa Francesco, spiegando che ”per la larga diffusione della mentalità divorzista in molte società, accade frequentemente che le parti che celebrano un matrimonio canonico lo fanno riservandosi il diritto di divorziare e di contrarre un altro matrimonio in presenza di difficoltà nella convivenza: tale simulazione rende invalido il matrimonio”.
Per il cardinale Erdo ”occorrerebbe valutare la rilevanza dell’intenzione della fede dei nubendi in ordine alla validità del matrimonio come sacramento, secondo il principio generale che per la validità di un sacramento è necessario che vi sia l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa”, che ”in primo luogo afferma il valore irrinunciabile della verità dell’indissolubilità del matrimonio, fondata sul progetto originale di Dio”. Ma ”malgrado le parole molte chiare della liturgia che gli sposi pronunciano, non pochi si accostano al sacramento senza la chiara consapevolezza di assumere un impegno davanti a Dio”.
Anzi, prosegue il cardinale Erdo, ”sotto l’influsso della cultura dominante, non pochi si riservano il cosiddetto ‘diritto’ di non osservare la fedeltà coniugale, di divorziare e di risposarsi se il matrimonio non dovesse funzionare, di non aprirsi alla vita. Invece, la serena e coraggiosa assunzione di tali responsabilità è segno della personale scelta di fede, senza la quale il sacramento, seppur valido, non risulta efficace”.