Città del Vaticano, 6 ott. – (Adnkronos) – No alle discriminazioni, no alle unioni: questo duplice rifiuto a proposito di omosessualità viene messo in risalto nella relazione d’apertura del Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia -avviato questa mattina in Vaticano alla presenza di Papa Francesco- affidata al cardinale Peter Erdo, relatore generale del Sinodo.
”Emergono due aspetti chiari riguardo l’omosessualità -riferisce il cardinale Erdo- prima di tutto un ampio consenso riguardo al fatto che persone di tendenza omosessuale non devono essere discriminate. In secondo luogo, emerge con altrettanta chiarezza che da parte della maggioranza dei cattolici non è attesa una equiparazione di questi rapporti con il matrimonio tra uomo e donna. Neppure le forme ideologiche delle teorie del ‘gender’ trovano consenso presso la stragrande maggioranza dei cattolici”.
Invece, ”molti vogliono superare i tradizionali ruoli sociali condizionati culturalmente e la discriminazione delle donne che continua ad essere presente, senza con questo negare la differenza naturale tra i sessi e la loro reciprocità e complementarietà. Non c’è dunque motivo, all’interno della Chiesa, per uno stato d’animo di catastrofismo o di abdicazione -osserva Erdo- esiste un patrimonio di fede chiaro e ampiamente condiviso, dal quale il Sinodo può partire”.