Roma, 10 gen. (Labitalia) – Il 'Jobs Act' va nella direzione giusta per il rilancio del settore dell'edilizia. E' la prima impressione che arriva sul Piano del segretario del Pd, Matteo Renzi, dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. "C'è una proposta di piano industriale e questo è già un aspetto positivo -spiega a Labitalia Massimo Trinci, segretario generale della Feneal Uil- perchè fino ad adesso si è parlato sempre di altro. Al centro di questo asse vedo che c'è l'utilizzo delle risorse italiane per la valorizzazione del turismo, dell'agricoltura e del made in Italy. E all'interno di queste attività -sottolinea il dirigente sindacale- l'edilizia è centrale". "Nella valorizzazione del territorio -rimarca Trinci- è necessario, infatti, l'intervento dell'edilizia per la messa in sicurezza. E anche nella valorizzazione del 'bello' dei centri storici i primi interventi da fare sono quelli ristrutturazione edile. Quindi l'edilizia -aggiunge Trinci- è sempre il primo settore interessato da tutte queste operazioni che puntano a valorizzare quello che è il 'bello' del nostro Paese". E secondo Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl nazionale, "le prime indiscrezioni sul Jobs act, diffuse dal segretario del Pd, Matteo Renzi, ci vedono sostanzialmente d'accordo sulle proposte del documento". "In particolare, siamo molto soddisfatti che l'edilizia sia indicata come uno dei settori per i quali è previsto un nuovo piano industriale: le costruzioni, negli ultimi 5 anni, hanno perso 740mila addetti, e rappresentano comunque una fetta importante del Pil, pari a circa l'11%", dice. "Tra i contenuti emersi -spiega- riteniamo importante la riduzione delle varie forme contrattuali. Positiva anche la proposta sul contratto di inserimento, così come quello dell'assegno universale per chi perde il posto di lavoro, perché bisogna assicurare lo stesso trattamento ai lavoratori delle piccole e delle grandi imprese. Molto importante che sia previsto un nuovo piano industriale per la 'green economy': un tema a noi molto caro, perché per il rilancio dell'edilizia non serve cementificare, ma intervenire sugli immobili esistenti, con opere per il risparmio energetico e l'ecosostenibilità". "Ovviamente -sottolinea il segretario generale della Filca- non mancano le lacune: bisogna inserire l'equiparazione delle aliquote per tutte le tipologie di lavoro, subordinato e autonomo, utile ad evitare l'abuso delle false partite Iva, molto diffuso in edilizia. Inoltre, spicca nel testo l'assenza di riferimenti all'età pensionabile, che va modulata a seconda del tipo di lavoro per mettere fine alle ingiustizie sociali e per evitare il moltiplicarsi di lavoratori espulsi dal mercato, ma che non hanno ancora diritto alla pensione". La Filca-Cisl invierà a Renzi la piattaforma degli Stati generali delle costruzioni, il progetto lanciato nel 2009 e costituito da tutti i soggetti della filiera delle costruzioni (organizzazioni sindacali e associazioni datoriali). Per il segretario generale della Fillea Cgil, Walter Schiavella, "è importante che in questo momento così difficile il lavoro torni al centro del dibattito politico: utile e positivo che ciò avvenga individuando il settore dell'edilizia come uno dei settori strategici, attraverso il quale avviare una nuova fase di sviluppo sostenibile del paese". "Il lavoro si crea con investimenti giusti e mirati, a partire da quelli per riconvertire il settore edile agli obiettivi del recupero e riuso delle nostre città e alla manutenzione e messa in sicurezza del territorio", prosegue Schiavella, che sottolinea: "Su questi obiettivi i sindacati delle costruzioni unitariamente sono impegnati da tempo, e sarebbe molto utile che la discussione in atto preveda i necessari livelli di confronto con il sindacato". Per il segretario Fillea, però, "in nessun settore come in edilizia risulta chiaro quanto l'azione volta a creare buon lavoro debba essere accompagnata a quella di contrasto all'illegalità e all'irregolarità". "Norme di riduzione del numero delle forme contrattuali di lavoro oggi possibili vanno nella direzione di quanto da sempre chiede la Fillea, ma andrebbero accompagnate da efficaci azioni di contrasto dell'irregolarità e agli abusi – conclude l'esponente Fillea- a partire da quello dell'evidente e macroscopico utilizzo nel settore di falso lavoro autonomo".