– “I sopravvissuti all’inferno dei campi di sterminio, -scrive Renzi a Pacifici- solo a distanza di anni dalla liberazione, sono riusciti a trovare la voce per raccontare le sevizie fisiche e psicologiche inferte loro. Queste testimonianze -prosegue il premier- portate in tante scuole o direttamente negli stessi campi, sono accolte dai ragazzi in un silenzio assordante per rimanere come come un segno indelebile nei loro cuori”.
“E’ importante -prosegue il premier nella lettera- continuare a diffondere questo messaggio ai giovani affinché capiscano a quali tragiche ed inimmaginabili conseguenze possano condurre i germi dell’intolleranza che spesso si annidano nell’animo umano”.
“Con questo pensiero -conclude Renzi- mi rivolgo a lei, presidente, per trasmettere a tutta la Comunità romana il mio commosso saluto e per rinnovare l’impegno, non solo mio ma di tutto il governo, a coltivare la memoria di quanto è avvenuto, a fare in modo che razzismo e intolleranza siano sempre combattuti con il massimo sforzo e che le voci negazioniste siano messe a tacere con tutti i mezzi possibili”.