Home Nazionale Senato: tensione in Fi, Palma dà del ‘Vysinskij’ a Gasparri

Senato: tensione in Fi, Palma dà del ‘Vysinskij’ a Gasparri

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Roma, 16 ott. (Adnkronos) – Tensione alle stelle fra i senatori Fi, come strascico delle sanzioni comminate dal Consiglio di presidenza nei confronti di alcuni di loro per il comportamento tenuto durante la seduta per la fiducia sul Jobs act. Il senatore Ciro Falanga ha confermato in aula di essersi autosospeso dal gruppo per protestare per la mancata opposizione dei membri Fi nell’organismo al provvedimento nei suoi confronti. Nello specifico della discussione relativa alla riforma del processo civile ha anche rimproverato a Maurizio Gasparri di ragionare in termini politici anziché giuridici, cosa chiara “per chi all’età di 18 anni dopo la maturità abbandona gli studi per dedicarsi totalmente alla politica”.
Il vice presidente del Senato, presa la parola dai banchi di Fi, ha replicato senza citarlo direttamente, ma ha sottolineato che “stiamo in Parlamento e non in Tribunale, o in quel Csm al quale qualcuno avrebbe ambito”. La faccenda non finisce lì, perché il presidente della commissione Giustizia Francesco Nitto Palma punta il dito contro Gasparri, evocando l’inquistore sovietico per eccellenza, Anfrej Vysinskij: nell’intervento odierno in aula Gasparri ha rivendicato la correttezza delle sanzioni comminate due giorni fa dal Consiglio di Presidenza e, conseguentemente, quella del suo voto favorevole a tale provvedimento.
“Prendo atto -scrive in una nota- che Gasparri, che è vice presidente del Senato in quota Forza Italia, si pone in netto contrasto con quanto affermato ieri dal presidente e dal vice presidente vicario del gruppo Forza Italia, Romani e Bernini. Ciò, però, che sconcerta è che Gasparri ha affermato e riconosciuto la natura squisitamente politica di tali sanzioni, per la cui irrogazione, quindi, non sarebbe necessaria una specifica competenza giuridica. Sconcerta perché, attesi i suoi trascorsi politici, non mi aspettavo che il senatore Gasparri, novello Vysinskij, fosse un estimatore della giustizia sovietica”.