Milano, 7 mag. - (Adnkronos) – Due gare a porte chiuse e ammende per 60mila euro. E’ la punizione inflitta al Napoli dal giudice sportivo dopo gli incidenti avvenuti prima della finale di coppa Italia contro la Fiorentina.
Alla Fiorentina, il giudice sportivo ha inflitto “la sanzione dell’obbligo di disputare una gara con il settore denominato ‘Curva Fiesole’ privo di spettatori, disponendo la sospensione dell’esecuzione” dopo gli incidenti avvenuti prima della finale di coppa Italia con il Napoli. Al club viola anche una ammenda di 50mila euro.
Nelle motivazioni, il giudice spiega che, secondo quanto riferito da alcuni steward ai collaboratori della procura federale, i tifosi del Napoli ”intendevano invadere il campo qualora il capitano della loro squadra non si fosse recato sotto la curva per parlare con i capi degli ultras”.
”Verso le ore 20.45 -si legge nelle motivazioni del giudice sportivo-, alcuni stewards avevano riferito ai collaboratori della Procura federale che i sostenitori del Napoli ‘intendevano invadere il campo qualora il capitano della loro squadra non si fosse recato sotto la curva per parlare con i capi degli ultras. Il Vice Procuratore Ricciardi contattava il dott. Failla (responsabile O.P.) in quanto gli stewards addetti al settore erano allarmati dalle richieste dei tifosi napoletani. Dopo i colloqui intercorsi tra il dott. Failla e i dirigenti del Napoli, il capitano veniva scortato sotto la Curva Nord, ove rassicurava i tifosi, comunicando loro che l’incidente occorso ai tifosi rimasti feriti circa tre ore prima della gara non aveva alcun collegamento con ragioni di tifoserie e/o di Polizia”’, spiega ancora il giudice sportivo, prima di fare un riferimento specifico al colloquio intercorso fra Hamsik e Gennaro De Tommaso, detto ‘Genny ‘a carogna’.
”In tale frangente, il capitano Hamsik trovava come interlocutore un individuo, postosi a cavalcioni della vetrata delimitante la Curva Nord, indossante una maglia di color nero che, nella parte anteriore, esibiva la dicitura ‘Speziale libero’, spregevolmente allusiva all’uccisione di un Servitore dello Stato. Alla conclusione del ‘colloquio’, con 45 minuti di ritardo, la gara poteva iniziare”.