Home Nazionale Sanita’: veterinari, bene riapertura trattative contratto

Sanita’: veterinari, bene riapertura trattative contratto

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Roma, 10 gen. (Adnkronos Salute) – "Dopo due anni di assenza di dialogo, speriamo sia l'inizio di un nuovo metodo basato sul confronto, come avvenuto sul nodo precariato con il sottosegretario Fadda". Ad affermarlo è il vice presidente della Federazione veterinari e medici (Fvm-Smi e Sivemp), Francesco Medici, che ieri ha partecipato all'incontro con il Comitato di settore della Conferenza delle Regioni.Nel corso dell'incontro, Fvm ha messo sul tavolo alcune richieste preliminari: la ridefinizione delle aree e che le trattative della dipendenza del Ssn vadano di pari passo con quelle della convenzionata. Quindi, che si prenda come base di confronto un testo unico delle norme della sanità, per mettere ordine nella giungla legislativa che regola i servizi sanitari del nostro Paese. La sigla sindacale ha quindi ribadito che queste premesse sono necessarie, "perché in questi anni di blocco di contratti e convenzioni abbiamo assistito a continue fughe in avanti di Regioni e Asl, a scapito della qualità stessa dell'offerta e del lavoro di molti professionisti". "Le tante, troppe leggi dello Stato che sono state approvate in questi anni – spiega Medici in una nota – hanno costretto la Conferenza delle Regioni a emanare linee di indirizzo spesso in aperta contraddizione con quelle del ministero dell'Economia e contrarie, a loro volta, a quanto concordato con i sindacati. Tutto ciò ha creato una confusione e una applicazione difforme delle norme stesse non solo tra regione e regione, ma talvolta tra diverse aziende. Un nuovo contratto darebbe certezza di un testo unico, condiviso e valido per tutti". La Federazione ha quindi avanzato alle Regioni una prima proposta anche di contenuto, mettendo in evidenza come la riduzione dei posti letto, derivante dalla revisione della rete ospedaliera, non sia stata accompagnata da una valutazione di impatto del blocco del turn over e del taglio del personale: "Il che – spiega Fvm – ha aggravato la situazione nelle corsie e nei pronto soccorso". "Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti – sottolinea Medici – quando i pazienti finiscono per terra o sulle barelle, perché non c'è spazio in corsia e perché non ci sono abbastanza medici per assisterli o sufficienti professionisti nei reparti per dimettere velocemente i malati. Servono, oltre che i Lea, anche requisiti minimi di personale relativi ai posti letto e ai carichi assistenziali. Se i Lea devono essere di qualità, servono medici preparati e stabili".