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Sanità: ginecologi, subito legge per contenere costi polizze

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Roma, 30 set. (AdnKronos Salute) – “Ogni anno 30.000 cause di contenzioso medico-legale giungono nei tribunali italiani. Di queste oltre il 98,8% termina con una assoluzione o archiviazione del personale medico-sanitario. Serve subito una legge”. Sono questi l’allarme e la richiesta lanciate dai ginecologi italiani in occasione del loro congresso nazionale che si svolge fino a mercoledì a Cagliari.
“Una causa su 10 è contro noi – afferma Vito Trojano, presidente dell’Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri (Aogoi). Le richieste di risarcimento raggiungono cifre insostenibili sia per il singolo professionista che per la struttura sanitaria. Questo ha portato ad una crescita enorme dei costi delle polizze di assicurazione per i medici. Dal 2011 ad oggi sono aumentate oltre il 5%”.
“I più colpiti da questo fenomeno sono soprattutto i giovani camici bianchi che pagano fino a 7.000 euro l’anno di premio assicurativo – ricorda Trojano – Chiediamo alle istituzioni competenti di intervenire al più presto con provvedimenti che fissino dei paletti ai costi massimi dei premi delle polizze. L’obbligo assicurativo previsto per gli ospedali pubblici deve inoltre valere anche per le strutture private e convenzionate. Infine è necessario avviare un fondo di solidarietà per le categorie più a rischio come noi ginecologi”.
Nel corso del congresso di Cagliari la presidente della Commissione Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi e il segretario della Commissione Affari sociali della Camera Benedetto Francesco Fucci hanno assunto l’impegno di approvare al più presto un provvedimento contro il caro-polizze. “Speriamo che alle parole seguano al più presto anche i fatti – sottolinea Trojano – Contenere il contenzioso medico-legale ridurrebbe anche il ricorso alla medicina difensiva che costa ogni anni oltre 12 miliardi all’intero sistema sanitario nazionale”.
Un altro dei temi al centro del congresso di Cagliari è la formazione delle nuove leve. “I giovani specializzandi in ginecologia sono una preziosa risorsa per tutta la nostra sanità – sottolinea Nicola Colacurci, presidente dell’Associazione ginecologi universitari italiani (Agui) – Dopo anni di tagli e spending review dobbiamo tornare ad investire risorse nella loro formazione per tutelare così la salute e il benessere delle italiane”.