Roma, 19 feb. (Adnkronos Salute) – La dialisi per i pazienti italiani è una vera e propria via crucis. E non tanto a causa della dipendenza dalle macchine o per le cure, visto che i malati promuovono i centri di dialisi e li considerano di ottimo livello. I problemi, in particolare in tempi di crisi, sono legati soprattutto alle difficoltà di trasporto verso i centri, che in alcune Regioni finiscono per pesare sulle tasche dei malati per cifre che vanno fino a 150 euro a settimana per l'ambulanza o i veicoli ad hoc.Ma c'è anche la difficile questione del lavoro, che riguarda oltre il 22% dei dializzati ancora in età attiva, perché, nonostante le norme di tutela dei malati, sono sempre più frequenti le segnalazioni di comportamenti vessatori da parte dei datori di lavoro. E' la denuncia dell'Associazione nazionale dializzati e trapiantati Onlus (Aned) nel corso della presentazione, a Roma, di una ricerca sui centri di dialisi promossi a pieni voti dai pazienti sul fronte delle cure. "Nel nostro Paese – spiega la presidente dell'Aned Valentina Paris – disponiamo di un buon sistema di terapia. Ma questo non basta. Attorno ai centri di qualità c'è bisogno di un sistema di tutele per sostenere i malati che per vivere sono legati ad una macchina tre volte la settimana per 4 o 5 ore".