Roma, 10 feb. (Adnkronos Salute) – Un'onda inarrestabile, che ormai dilaga anche nei Paesi del Sud del mondo, di pari passo con la diffusione di pc, computer e automobili. A 'fotografare' il legame tra schermi hi-tech e auto da una parte, e obesità e diabete di tipo 2 dall'altra, è uno studio internazionale pubblicato su 'Cmaj'. Secondo la ricerca, che ha esaminato i dati di 153.996 adulti in 17 Paesi ad alto, medio, basso e molto basso reddito, l'aumento della diffusione di televisione, auto e computer è legato alla crescita dei tassi di obesità e diabete nei Paesi poveri.Insomma, queste aree del pianeta presto potrebbero ritrovarsi in condizioni simili a quelle dei 'vicini' più ricchi. "Anche se non abbiamo trovato alcun legame tra la proprietà di questi dispositivi e la diffusione di obesità/diabete nei Paesi ad alto reddito, è emerso un legame particolarmente forte in quelli a basso reddito" e in misura leggermente minore in quelli con un reddito medio, scrive Scott Lear della Simon Fraser University. Lo studio ha coinvolto Canada, Svezia, Emirati Arabi Uniti (alto reddito), Argentina, Brasile, Cile, Malesia, Polonia, Sudafrica, Turchia (reddito medio-alto), Cina, Colombia, Iran (reddito medio-basso), Bangladesh, India, Pakistan, Zimbabwe (basso reddito). I partecipanti sono stati interrogati su attività fisica, sedentarietà, dieta, possesso di un televisore, un computer o un'auto, ma anche presenza di diabete. Per tutti i soggetti sono stati registrati altezza e peso. Ebbene, le tv sono risultate il dispositivo più comune di proprietà delle famiglie (il 78% ne possedeva almeno uno), seguito dal computer (34%) e dall'auto (32%). Inoltre questi apparecchi sono più diffusi fra gli abitanti delle aree urbane piuttosto che rurali nei Paesi a basso reddito. Qui avere tutti e tre i dispositivi è risultato associato a una diminuzione del 31% dell'attività fisica, a un aumento del 21% della sedentarietà e a 9 cm in più di girovita rispetto a chi non ne possiede nessuno.