Roma, 24 nov. (AdnKronos) – “Renzi afferma di voler portare a termine la legislatura, no? Dunque, fino al 2018, c’è tutto il tempo per realizzare legge elettorale e riforma costituzionale. Del resto, tutto il percorso riformista è nato sapendo che c’era un combinato disposto fra questi due passaggi”. Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, il presidente dei senatori di Forza Italia Paolo Romani.
Il premier continua a dire che occorre una nuova legge elettorale entro l’anno: “se vuole ottenerla puntando la pistola, dubito che possa essere efficace”, risponde Romani. E se si andasse a elezioni anticipate? “In quel caso -risponde il capogruppo di Fi a Palazzo Madama- si dovrebbe votare per entrambe le Camere in base a quanto emerso dalla sentenza della Corte costituzionale, cioè con il proporzionale cosiddetto Consultellum. Al contrario, se il governo avrà le condizioni per andare avanti, si potrà terminare il processo di riforme e arrivare alle urne per la sola Camera. Non sarebbe ragionevole, e probabilmente neppure costituzionale, votare per la Camera con l’Italicum e per il Senato con il Consultellum”.
Il patto del Nazareno regge ancora? “È nato su sistema monocamerale, con elezione di secondo livello del Senato, riforma del Titolo V e legge elettorale con premio di coalizione. Ed era previsto che le modifiche dovessero essere condivise. Ecco, diciamo che a questo punto condividiamo di essere in disaccordo”, conclude Romani.