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Riforme: Grasso, respingo sospetti su decisione voto segreto

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Roma, 25 lug. (Adnkronos) – “Penso di aver raggiunto un equilibrio tra il rispetto della norma e l’eventuale intenzione di un uso strumentale del voto segreto, e respingo con forza qualsiasi illazione o sospetto su questa decisione. Come presidente ho ben chiaro il mio ruolo di garante sia della maggioranza che delle opposizioni, e continuerò ad operare in tale senso. So bene, per esperienza, che il ruolo del giudice imparziale è tra i più esposti a critiche ma questo non ha mai intaccato in nessun modo la mia terzietà prima e non lo farà neanche ora”. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso nel suo intervento a palazzo Giustiniani in occasione della cerimonia del ‘Ventaglio’ con la stampa parlamentare, in particolare sulla decisione del voto segreto su alcune materie del ddl riforme.
“Su questo punto infatti -ha spiegato- il regolamento non lascia alcun margine di interpretazione prevedendo che, su richiesta di 20 senatori, sono ‘effettuate a scrutinio segreto le deliberazioni relative alle norme sulle minoranze linguistiche di cui all’articolo 6 della Costituzione’. La ratio di questa norma, chiarissima nella sua espressione, è dare corpo ad un articolo della prima parte della nostra Costituzione, quella sui principi fondamentali, che sono ritenuti immodificabili”.
“Contestualmente alla mia decisione -ha precisato- ho informato l’Aula anche di una innovazione rispetto alla prassi precedente: vista la mole abnorme di richieste ho previsto la possibilità di adottare la regola del cosidetto ‘canguro’ che, in parole semplici, permetterà di votare le parti comuni degli emendamenti una sola volta, riducendo drasticamente il numero delle deliberazioni con voto segreto. Ho anche chiarito che, se richiesto dai gruppi, sarà possibile votare tali emendamenti per parti separate: questo darà modo -ha specificato Grasso- di votare a scrutinio segreto solo la parte relativa alle minoranze linguistiche e non quelle relative ad altri temi, quali ad esempio il numero di deputati e senatori o la composizione del futuro Senato”.