(AdnKronos) – “E’ significativo – ha fatto notare la presidente Rai – che quattro Paesi su cinque (solo l’Olanda lo ha abolito, prevedendo un prelievo diretto a carico del bilancio dello Stato, ndr) abbiano deciso di confermare il canone come forma privilegiata di finanziamento pubblico, e che tale scelta abbia avuto successo”.
Entrando nel merito delle singole riforme, ha proseguito Tarantola, “l’esperienza finlandese mostra come legare il canone al reddito, senza adeguati paracadute, può rivelarsi un boomerang e portare a repentini sbalzi nei flussi di risorse a disposizione del Servizio Pubblico. Un effetto pericoloso, visto che fare televisione richiede certezza di risorse su un periodo lungo, dato che la maggior parte degli investimenti ha carattere pluriannuale. Cosi come è indicativo che in Olanda, dove si è deciso di sostituire il canone con un contributo governativo, vi sia stata una forte contrazione delle risorse a disposizione del settore pubblico, oltre che un forte aumento del rischio di dipendenza dal Governo e/o dal Parlamento”.
“La riforma in Germania – ha rilevato Tarantola – ha lasciato il canone, ma ne ha cambiato la natura in una tassa di scopo finalizzata al finanziamento del Servizio Pubblico dovuta in relazione all’uso di una abitazione. L’obbligo di pagare il canone è stato esteso a tutte le aziende che hanno un ufficio o una base operativa in Germania. Risultato imprevisto è stato il maggiore introito di circa 1 miliardo. Si stanno ora identificando dei correttivi per riportare il gettito ad una cifra più ragionevole, specie per le imprese. Nel frattempo i soldi in più incassati nel 2014 rispetto al fabbisogno previsto sono stati congelati in un conto e potranno esser usati in futuro in caso di emergenze”.