(AdnKronos) – “Abbiamo ascoltato – ha sintetizzato la presidente Rai – che il modello di canone basato sul possesso di un dispositivo capace di ricevere un qualsiasi segnale radio o Tv è destinato, prima o poi, ad entrare in crisi nei paesi dove più alta è la digitalizzazione”.
“Sentire che in Svezia (che ha ampliato il campo di applicazione del canone, ndr) l’evasione è ora stimata al 13% e che in Finlandia (che ha legato il canone alla tassazione progressiva, ndr) il numero dei televisori dichiarati è sceso in modo significativo negli anni successivi allo switch off, è qualcosa che fa riflettere, perché ci rendiamo conto che le difficoltà sono più o meno le stesse in tutta l’Europa occidentale e sono legate alla digitalizzazione e a Internet. Un fenomeno – ha rilevato Tarantola – che non possiamo ignorare”.
“Il secondo fattore comune – ha evidenziato Tarantola – sono le molte discussioni e resistenze suscitate dalle proposte di cambiamento volte ad allargare la base di calcolo del canone ovvero a estendere il canone alle nuove forme di ricezione. Nonostante queste reazioni, è positivo il fatto che attraverso il dialogo aperto con i cittadini, come avvenuto in Germania (che, come la Svizzera, ha trasformato lo scopo del canone, ndr), si possa cambiare. E che alla fine il cambiamento è sempre una mossa vincente”.
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