Roma, 6 ago. (Labitalia) – ”La riforma complessiva del terzo settore è necessaria per garantire lo sviluppo delle attività che promuovono e realizzano finalità solidaristiche e di interesse generale”. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, illustra così la riforma del terzo settore che il governo si appresta a sottoporre al Parlamento.
”Siamo convinti della necessità di riformare il settore delle imprese che producono beni e servizi di utilità sociale -aggiunge Poletti- in attuazione del principio di sussidiarietà e di sostenere la libera iniziativa dei cittadini associati per perseguire il bene comune, elevare i livelli di cittadinanza attiva, coesione e protezione sociale, favorendo la partecipazione, l’inclusione e il pieno sviluppo della persona, valorizzando al contempo il potenziale di crescita ed occupazione del settore”.
”Va superata la concezione che il terzo settore opera quando lo Stato non ce la fa e quando per il privato non è redditizio -continua Poletti-. Non esiste solo lo Stato o il mercato, ma c’è anche una comunità di cittadini che si organizza per far fronte ai vari bisogni della società. Questo è in grado di innescare anche un cambiamento più profondo ai comportamenti dello Stato e del mercato”.
”Questa presenza organizzata dei cittadini deve poter operare per affrontare i problemi sociali e risolverli -continua Poletti-. Lo Stato,infatti, non può continuare ad operare solo con trasferimenti finanziari. Per far uscire alcune persone dalle difficoltà c’è bisogno di politiche sociali più vicine alle persone”.
”E il terzo settore è ricco di professionalità e volontari -continua il ministro- e noi dobbiamo metterli in condizione di operare al meglio per far evolvere il nostro sistema di welfare, che finora ha contato per lo più sulla famiglia e lo Stato”.
Il governo, inoltre, ha stanziato già 50 milioni di euro per il fondo rotativo destinato alle imprese sociali e già quest’anno coinvolgerà 35 mila giovani ammessi al servizio civile universale, con l’obiettivo di arrivare nei prossimi anni a 100 mila giovani.