(AdnKronos) – (Adnkronos) – In Lombardia le imprese cinesi si concentrano a Milano e provincia, che da sola ospita il 53,3% delle ditte individuali attive in regione (4668 su un totale di 8756) e il 10,3% di quelle nazionali, e vede raddoppiare di netto queste imprese nel giro di un triennio (+100,5%). Seguono le provincie di Brescia (11,5%, 1005 imprese cinesi) e di Mantova (8,7%, 762 aziende in totale).
Nell’ultimo anno, è stata la provincia di Lodi, con un +21% (ma sono solo 75 le ditte che hanno sede nel lodigiano), a registrare il maggior incremento percentuale in regione, seguita da Monza-Brianza (+16,4%, 369 aziende totali ) e Como (+13,7%, 216 imprese in tutto). “Si tratta evidentemente di crescite esponenziali – commenta il segretario generale dell’Unione Artigiani di Milano e di Monza-Brianza, Marco Accornero -, che testimoniano la forte vitalità e la spiccata attitudine degli immigrati cinesi all’imprenditorialità. L’impresa artigiana di origine straniera nel complesso sta contribuendo in maniera determinante a sopperire al drastico calo di micro e piccole aziende italiane e questo appare come un fattore positivo”.
Di contro, aggiunge “va segnalato come spesso alcune attività risultino in parte o del tutto estranee alle regole normative e fiscali del nostro Paese, generando una forma di concorrenza sleale, oltre che illegale, che pesa sulle imprese storiche locali e ne determina la crisi e la cessazione delle attività. Su questo fronte ribadiamo la necessità di controlli e interventi più incisivi, come del resto fa scrupolosamente la Cina quando un nostro imprenditore si affaccia sul suo mercato”.