(AdnKronos) – Il contributo dei paesi Opec è rimasto sostanzialmente invariato, mentre è cresciuto quello dei paesi non-Opec, trainati dagli Stati Uniti che con quasi 12 milioni barili/giorno sono diventati il primo produttore mondiale e coperto l’83% dell’incremento totale dell’offerta nel 2014. Per la seconda volta in questo decennio il consistente surplus verso la domanda (circa 800 mila b/g) ha consentito una buona costituzione di scorte in un mercato già molto ben approvvigionato.
La domanda petrolifera mondiale, spiega il presidente di Up, Alessandro Gilotti, “è stata trainata da una parte dell’emisfero e l’offerta da un’altra”. Per quanto riguarda la produzione mondiale di greggiola quota dell’Opec diminuisce a 36,6 mln di barili al giorno (-0,3%) mentre cresce del 3,4% quella dei paesi non Opec a 52,2 mln (+3,4%) grazie alla spinta degli Stati Uniti la cui produzione è salita del 14% attestandosi nel 2014 a 11,7 mln di barili al giorno contro 10,3 mln nel 2013 (nel 2010 era di 7,8 mln di barili al giorno).