Roma, 11 ott. (Adnkronos) – Sostenere l’iniziativa di Matteo Renzi perché “è inutile avere nostalgia di una cosa che non potrà più essere come prima. Viviamo l’epoca in cui un movimento arriva al 25% dei voti senza una sezione, senza una tessera, senza un segretario. Vogliamo discuterne e capire perché?”. Lo dice, criticando la presa di posizione della minoranza del Pd che fa capo a Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema, il sindaco di Torino Piero Fassino in una intervista al Corriere della Sera.
Il premier “ha consenso e continuerà ad averlo per un tempo non breve, perché intercetta una domanda di cambiamento radicale. Non a caso in tutti i sondaggi la maggioranza dei cittadini, dei lavoratori dipendenti, degli elettori Pd è favorevole alla riforma dell’articolo 18”, aggiunge il presidente dell’Anci che sulla vita interna del Pd dice: “in un partito ognuno deve avere il diritto di dire la propria opinione e di farla valere in tutte le sedi. Poi, una volta presa una decisione comune, si applica il principio democratico di maggioranza”.
Ma occorre comunque “ripensare le forme della democrazia politica. Noi siamo cresciuti in una Repubblica parlamentare, con un governo subordinato al Parlamento, e i partiti a organizzare la rappresentanza. Tutto questo si sta consumando rapidamente. Oggi partiti, sindacati, associazioni di categoria sono tutti in crisi. Lo dico con dolore: ma se il Parlamento restasse chiuso sei mesi, potrebbe perfino capitare che nessuno se ne accorga”, conclude Fassino.