(AdnKronos) – La discriminazione e l’umiliazione a cui il Governo Renzi sta continuando a sottoporre il lavoro pubblico, rilevano Giovanni Torluccio, Benedetto Attili ed Alberto Civica, rispettivamente segretari generali di Uil Fpl, Uilpa e Uil Rua, “lo connotano come un cattivo padrone, che strumentalizza i servitori dello stato, li riduce a macchiette. A poco servono le parole rassicuranti della Ministra Marianna Madia che, al netto di un buonismo di facciata, non riesce ad avanzare proposte autonome e convincenti”.
La Consulta in passato, rileva Francesco Scrima, coordinatore della Cisl Lavoro pubblico, “si è già pronunciata dichiarando l’ammissibilità di misure simili solo in chiave emergenziale e in modo circoscritto nel tempo. E comunque garantendo criteri di proporzionalità e ragionevolezza, nel rispetto del principio di eguaglianza sancito dall’art.3 della Costituzione”. “E’ inaccettabile che queste misure -aggiunge- si dilatino, fino a diventare strutturali, solo perché i vari governi avvicendatisi in questi anni non sono mai stati in grado di proporre un progetto credibile e hanno sempre avuto bisogno di strumentalizzare le comprensibili attese dei cittadini a danno di chi, in prima linea, fa funzionare i servizi pubblici con impegno, fatica e senza riconoscimenti”.