Roma, 11 giu. – (Adnkronos) – – “Non è sufficiente l’intervento multiforme sui singoli illeciti se non si costruisce un sistema di contrasto organico. Noi in questo momento dovremmo puntare all’approvazione di un sistema che, con tutti i suoi limiti, ha una sua organicità. Mi riferisco al testo che è uscito dalla Camera che distingue tra violazioni formali e sostanziali, riconosce la gravità e la perduranza di alcuni tipi di comportamento, gli effetti sulla salute. Auspico la sua rapidissima approvazione e ricordo che quel testo è stato licenziato in modo unanime dalla Camera e quel risultato va portato a casa”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando in occasione della presentazione del Rapporto Ecomafia 2014 di Legambiente, in riferimento al disegno di legge sui reati ambientali.
“Nel prossimo semestre – continua Orlando – ci giochiamo una partita importante che è quello del rafforzamento o meno dello spazio di giustizia europea. Si gioca la partita della possibilità di avere un embrione di Procura europea che parte per un’area circoscritta di illeciti, le frodi transfrontaliere, che però sono un punto non irrilevante anche per la questione dei reati ambientali, e che può diventare uno strumento importante per la lotta alla criminalità e alla corruzione”.
Una partita complicata, secondo Orlando, “perché molti Paesi non hanno conosciuto la criminalità organizzata come l’abbiamo conosciuta noi e difendono il diritto di intervenire in questi illeciti sostenendo il punto di vista nazionale. Quindi non è un passaggio semplice, ma è fondamentale perché se non sappiamo costruire un soggetto che a livello europeo sia in grado di promuovere in modo unitario l’azione penale rischiamo di vanificare il percorso fatto finora”.
Importante, per il ministro Orlando, anche il tema della legislazione sul suolo: “il fatto che ci sia una continua crescita di edificazioni in una fase di recessione economica in cui non c’è domanda immobiliare, è un elemnto che fa suonare campanelli di allarme perché è là che si vanno a ricollocare i capitali di provenienza illecita. E anche qui bisognerebbe fare più velocemente di quanto si sta facendo”.
“Bisogna rafforzare il sistema repressivo, introdurre l’autoriciclaggio e il falso in bilancio, costruire un processo che funzioni e – aggiunge – c’è da rafforzare il sistema della prevenzione. Il sistema contenuto all’interno della legge Severino è un impianto buono, se funziona o no non lo possiamo ancora sapere perché sostanzialmente non è stato ancora attuato, quindi prima di pensare a nuove norme proverei ad attuare queste”.
“Spesso la mafia diventa un alibi – conclude Orlando – perché consente di sollevarsi la coscienza rispetto a pezzi di società che invece si servono di questo strumento. Faccimo un battaglia seria alla criminalità organizzata, ma cerchiamo anche di capire quali sono i settori dell’economia che se ne sono serviti per convenienza e per eludere la competizione ‘fregando’ chi invece rispetta le regole. Le invettive contro la criminalità organizzata dovrebbero essere accompagnate da una ricognizione della società”.