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Opera Roma: Faillaci (Cgil), da Muti grido di dolore contro liquidazione

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Roma, 22 set. (Adnkronos) – La scelta del maestro Muti di lasciare il teatro dell’Opera di Roma è “un grido di dolore contro la liquidazione dei teatri e in particolare dell’Opera. Un segnale fortissimo. Il dopo-Muti, per l’Opera, sarà una deriva triste di un teatro che va verso una dimensione provinciale. D’altra parte, c’è un progetto per rendere l’Opera un teatro di provincia. Nella decisione del maestro non c’entrano né le questioni interne al teatro dell’Opera di Roma né la sollevazione sindacale. Ci siamo sempre opposti alla deriva liquidatoria dei teatri e non certo al maestro Muti”. A dirlo all’Adnkronos è Pasquale Faillaci della Rsa Cgil del teatro dell’Opera che aggiunge: “Il sistema lirico, che ha bisogno di risorse economiche, non regge più perché mancano i finanziamenti. Non si può fare arte a certi livelli con scarse risorse”.
Il maestro Muti, sottolinea Faillaci, “se la prende con il sistema Italia che non sostiene più un certo modo di fare lirica, un trend oramai acquisito”. Per il sindacalista “l’ossessione della classe politica è la liquidazione dell’Opera e tutto va in questa direzione”. In questo contesto “un grande artista come Muti, che per noi è il miglior interprete della tradizione dell’opera lirica in Italia e nel mondo, si trova in un quadro di denigrazione, di accusa e di minaccia di liquidazione”.