Roma, 7 ott. (Adnkronos) – “Dopo mesi di attesa ingiustificata oggi finalmente il sovrintendente Fuortes si presenta in commissione trasparenza confermando con chiarezza che la scelta di licenziare tutta l’orchestra e il coro del Teatro dell’Opera è di natura politica”. Lo dichiara in una nota l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dopo aver preso parte ai lavori della Commissione Trasparenza di Roma Capitale.
“Si potevano seguire altre strade per pretendere dai sindacati e dai lavoratori un sacrificio per salvare il Teatro. Non lo si è fatto mettendo i lavoratori davanti a un fatto compiuto e, quindi, si è attuato un comportamento antisindacale perché si presumeva che sindacati e lavoratori avrebbero detto no a un piano di ristrutturazione che permetteva di risparmiare 3,4 milioni euro. La scelta politica fatta -spiega- porterà inevitabilmente il Teatro a scendere di livello qualitativo. Inoltre, sull’ipotesi di esternalizzare il sovrintendente ha confermato che non esiste ancora un soggetto a cui affidare i servizi”.
“Sul piano politico -aggiunge Alemanno- ritengo grave l’assenza dei 5 consiglieri del Pd membri della Commissione, ovvero D’ Ausilio, Nanni, Palumbo, Panecaldo e Tempesta. Tutti assenti e l’assessore Marinelli è andato via prima del termine della Commissione, sena ascoltare le nostre repliche alla relazione di Fuortes. A questo punto -conclude- mi sembra evidente che il sindaco Marino e la sua maggioranza stiano scaricando sulle spalle di Fuortes la scelta politica di affossare il Teatro dell’Opera”.