(AdnKronos) – “Forse Renzi -scriveva sempre l’ex premier- non ricorda quali erano le condizioni del Paese in quella fase. Lo spread non era più a quota 575 punti come nel novembre 2011, ma era ancora intorno ai 400 punti. Nei mercati e tra i governi dei maggiori Paesi erano ancora molti coloro che pensavano che l’Italia sarebbe uscita dal ‘rischio insolvenza’ solo ricorrendo a prestiti di salvataggio della Ue e del Fmi, sottoponendosi così a ‘protettorato’ da parte della troika. Del resto, molti osservatori attribuivano la crisi della Grecia, scoppiata nel 2009, anche alle conseguenze finanziarie dello sforzo olimpico”.
“Forse un politico purosangue ed empatico avrebbe ‘letto’ negli italiani, proprio in quel difficile inverno, la voglia di distrarsi dai pesanti sacrifici, la voglia di ‘sognare’ le Olimpiadi. Avrebbe intravisto popolarità, voti e magari altri sostegni, di fronte ad una decisione ‘coraggiosa’, quella di dire ‘sì!’, come voleva il fortissimo pressing di una grande maggioranza del Parlamento, dei dirigenti e di molti campioni dello sport, di vasti interessi imprenditoriali. Dopo tutto, gli aggravi per le casse dello Stato sarebbero venuti solo dopo qualche anno”.
“Penso che gli italiani vadano incoraggiati, ma non illusi. Dissi anche -concludeva Monti nell’articolo- che forse si sarebbe potuta considerare l’ipotesi di una candidatura non per il 2020 ma per il 2024, anche per valorizzare eventuali sinergie con l’Anno Santo previsto per il 2025”.