Roma, 27 ott. (AdnKronos) – “Non c’è preoccupazione, ma molta attenzione. Oggi vincere una medaglia è più difficile rispetto a quattro o otto anni fa, ma questo non deve essere un alibi. Se andrà bene ci prenderemo il merito, se andrà male le responsabilità. Io comunque sono ottimista”. Giovanni Malagò, presidente del Coni, si esprime così nel giorno dell’evento ‘Destinazione Rio’, presentazione del programma di preparazione olimpica in vista delle Olimpiadi di Rio 2016.
Parlando delle difficoltà che l’Italia può incontrare, Malagò evidenzia che “ci sono dei presupposti tecnici evidenti, con sempre più nazioni che concorrono nelle varie discipline in modo anche inaspettato. Anche i criteri di qualificazione sono sempre più difficili, specie negli sport di squadra arrivare ai Giochi significa quasi una mezza medaglia. Ma la squadra di supporto è molto buona, c’è un bel clima e una gestione manageriale moderna ed innovativa. Poi ci sono molte discipline dove si può fare bersaglio grosso o uscire dalla finale. Ma questa è la vita, lo sport”.
A chi domanda se le difficoltà economiche possano portare a una riduzione del numero delle medaglie, Malagò risponde: “Nessun alibi, ovviamente i bilanci incidono sugli investimenti ma bisogna fare di necessità virtù ed inventarci qualcosa di diverso. Noi italiani abbiamo qualche fantasia particolare da questo punto di vista, ovvio che se la mettiamo sul gigantismo finanziario noi soffriamo di più. Dobbiamo valorizzare i nostri centri tecnici e le sinergie tramite i centri di preparazione olimpica. Mancano meno di due anni a Rio e molti giochi si faranno nei prossimi mesi con le qualificazioni in vari sport”.
Difficile fare previsioni oggi sul numero di medaglie: “Parlo con franchezza: se uno va a guardare il calcolo statistico dei risultati ottenuti negli ultimi 12 mesi nelle discipline olimpiche, esce un numero non esaltante. Ma dico anche con grande serenità che non sono preoccupato ma molto vigile. Se l’Italia dovesse vincere 15 medaglie ci può stare, ma ci sono una serie di considerazione tecniche e di buonsenso che mi rendono ottimista”.