Roma, 9 ott. (AdnKronos) – “Sono molto contento che finalmente il Nobel per la Letteratura sia andato ad un autore molto vicino al cinema”. Il decano dei critici cinematografici italiani, Gian Luigi Rondi, commenta così, conversando con l’AdnKronos, l’assegnazione del Nobel allo scrittore, e sceneggiatore, francese Patrick Modiano, autore fra l’altro della sceneggiatura di “Cognome e nome: Lacombe Lucien”, diretto da Louis Malle nel 1974: “Ho sempre adorato ‘Lacombe Lucien’ e Malle, cui ero legato da vera amicizia, è stato per me importantissimo. Mi fa molto piacere che abbiano indirettamente ricevuto questo riconoscimento dagli accademici svedesi, che non potevano avere direttamente”, aggiunge Rondi.
“Mi sono sempre lamentato con Ingmar Bergman del fatto che lui non poteva ricevere il Nobel, espressamente ‘proibito’ alla gente di cinema”, spiega il critico che confessa poi: “il Nobel mi ha sempre fatto un po’ raggricciare per gli autori scelti, secondo me, o con pignoleria o con superficialità, quasi mai conquistando l’attenzione della gente. Molto spesso sono stati scelti autori subito dimenticati dal grande pubblico, perchè gli erano completamente estranei, e dimenticati anche da tanti intellutuali non ‘enciclopedici'”.
“Mi è capitato di andare, di parlare all’Accademia e mi è stato detto che è uno sbaglio rimproverare scelte di autori non conosciuti, piuttosto bisognerebbe cerare di conoscere di più”, conclude Rondi con tono ironico, aggiungendo solo: “La scelta compiuta quest’anno credo avrà più successo, spero mantengano questa linea”. Oltre a “Lacombe Lucien” Modiano ha firmato come sceneggiatore anche “Une jeunesse” di Moshé Mizrahi (1983), tratto dal suo romanzo omonimo; “Il profumo di Yvonne” di Patrice Leconte (1993), tratto dal suo romanzo “Villa triste”; “Le Fils de Gascogne” di Pascal Aubier (1995); “Bon voyage” di Jean-Paul Rappeneau (2003) e “Charell” di Mikhael Hers (2006), tratto dal romanzo “De si braves garçons” dello stesso Modiano.