L’Officina delle arti sociali è un progetto socio-culturale che individua nella pratica artistica un mezzo di promozione e affermazione di pari opportunità e si rivolge alle persone con diverse abilità e, più in generale, a chi manifesta difficoltà nell’integrazione. L'importante esperienza, unica a livello nazionale, è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa che si è svolta nel palazzo della Provincia dalla Vicepresidente dell'Amministrazione provinciale Mirella Ricci, dagli Assessori del Comune di Arezzo Marcello Caremani e Francesco Romizi, da Silvella Frosini, vice direttore ai Servizi Sociali della Ausl 8, e da Barbara Petrucci attrice e Pedagogista Clinica in rappresentanza della rete dell'Officina delle Arti Sociali. “L’Officina – hanno spiegato Mirella Ricci e gli Assessori Romizi e Caremani – nasce dall’esperienza di realtà attive nel territorio aretino quali Diesis Teatrango, Autobahn Teatro, Libera Accademia del Teatro, ed Agita Teatro, agenzia di formazione nazionale, che da vari anni si confrontano con il tema della diversità come risorsa da far confluire nell’arte, ausilio prezioso nei percorsi di prevenzione, riabilitazione e integrazione sociale. Ogni percorso artistico presuppone un peculiare cammino alla scoperta di sé, della propria fonte creativa, in una modalità non codificabile essendo l’arte il veicolo di un’espressione che attinge ad una dimensione creativa profonda, e per questo spontaneamente autentica, della persona al di là di ogni schema prestabilito, al di là del pregiudizio culturale e sociale”. Obiettivo generale del progetto è l’inclusione sociale a partire dall’integrazione scolastica. Per questo motivo è stata particolarmente importante la collaborazione offerta dal Liceo Artistico-Coreutico “Piero della Francesca di Arezzo”, così come fondamentale il supporto della Provincia che ha promosso il protocollo d’intesa con Comune di Arezzo, Ausl 8, Liceo Artistico e la Rete di esperienze di formazione rappresentata da Diesis Teatrango, per realizzare nel territorio aretino una realtà in grado di diventare progetto pilota, anche a livello nazionale, intorno a modelli di produzione artistica e sociale sperimentali. “Attualmente – ha affermato Barbara Petrucci – l’Officina sta realizzando percorsi espressivi sulle diverse abilità che coinvolgono scuole, artisti, esperti nell’ambito psico-pedagogico, e tutti coloro interessati a vario titolo alle arti sceniche, puntando sempre di più all’incontro tra le differenze. Si sta inoltre occupando del coordinamento fra le varie e più significative esperienze del territorio, con l’obiettivo di realizzare una 'Scuola sulle arti sociali', che promuova percorsi integrati di formazione alle arti. La libertà dell’espressione artistica, nella molteplicità dei linguaggi, offre una chiave d’accesso alle potenzialità della persona. L’integrazione tra le diverse culture, abilità e storie apre percorsi inediti. dove l’arte è un mezzo per riflettere”. Un evento particolarmente significativo, realizzato dall’Officina delle Arti Sociali con il sostegno dalla Regione Toscana nell’ambito del Piano culturale sulle Residenze Artistiche, è un workshop che si terrà nei giorni sabato 15 e domenica 16 febbraio alla Casa delle Culture di Arezzo, condotto dal fisioterapista e musico-terapeuta non vedente Wolfgang Fasser. A Quorle in Casentino, Fasser ha fondato l’Associazione “Il trillo” dove segue bambini disabili e con disturbi del comportamento e dove accoglie chiunque lo vada a trovare in occasione delle numerose attività tra cui ricordiamo le passeggiate notturne nel bosco guidate dallo stesso Fasser per insegnare a“vedere” la realtà da una prospettiva inedita e invisibile agli occhi. La storia di Wolfgang Fasser è raccontata in un documentario da titolo 'Il giardino dei suoni' realizzato dal regista Nicola Bellucci, proiettato in diversi festival nazionali e internazionali. Il documentario sarà proiettato in occasione del workshop tenuto da Fasser presso la Casa delle Culture alle ore 18 di sabato 15 febbraio e sarà aperto al pubblico.
prl/11.02.2014
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