– C’è allora spazio per qualche pennellata di rock inserita con molta eleganza da affascinanti temi di chitarre, bassi e sax che sottolineano il potere di seduzione della musica di Ferry. A ballate dal sapore classico e intimista, si alternano viaggi nell’elettronica più moderna per un perfetto connubio tra fine cantautorato e avanguardia degli anni zero. La voce calda, tenue, leggermente roca, seduce, affascina e incanta pezzo dopo pezzo.
Il disco è stato prodotto da Ferry stesso, nei suoi studi di Londra insieme a Rhett Davies e mixato da Craig Silvey che tra gli artisti con cui ha lavorato vanta i nomi di Arcade Fire e Paolo Nutini. Ferry, che non è affatto nuovo alle collaborazioni, si affianca a partner musicali storici come Nile Rodgers, Johnny Marr e Marcus Miller. Tra i momenti più alti del disco, i singoli Loop De Li e Soldier of Fortune scritti appunto insieme a Johnny Marr.
All’inizio degli anni ’70 Bryan Ferry aveva incontrato, nella metropolitana della capitale inglese, Brian Eno e aveva lasciato la professione di insegnante ceramista per seguire il sogno di una carriera nella musica. Poi la militanza nei Banshees fino alla creazione dei Roxy Music, quando il glam rock era ancora un azzardo. Sono passati quasi 50 anni da allora, ma Avonmore è l’ennesima conferma del talento intramontabile di questo artista sempre un passo avanti rispetto al tempo.