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Mostra ‘Vibrazioni d’Africa’ strumenti musicali dell’Africa Occidentale di Paul Dabirè

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La Mostra " "Vibrazioni d'Africa" strumenti musicali dell'Africa Occidentale foto e testi di Paul Dabirè

si inaugura Sabato 8 Marzo alle 18.00 e rimarrà aperta dal 7 al 16 Marzo con orario 17.30-19.30 dal venerdì alla domenica.

INGRESSO LIBERO

La Mostra:

L’Africa Occidentale è un territorio del continente madre dell’umanità che ospita una ricca varietà di strumenti musicali che copre tutte e quattro le tipologie indicate dalla classificazione internazionale: idiofoni, membranofoni, cordofoni e aerofoni. Oggi, solo alcuni di questi strumenti sono "conosciuti" dal grande pubblico per via della loro apparizione più o meno occasionale sui palchi di alcuni importanti festival internazionali o in alcune mostre.

Nella quotidianità africana, la musica è indispensabile per lo svolgimento dei riti sociali e religiosi. Gli strumenti musicali sono degli oggetti per fare musica, ma sono soprattutto mezzi di comunicazione con l'umano e il divino e possono avere il potere di evocare le entità spirituali a scopo curativo e in alcuni casi sono la voce stessa della divinità o dell’antenato. A volte, uno stesso tipo di strumento ha un valore o un significato differente in relazione all’etnia. La mbira (lamellofono comunemente chiamato kalimba) ad esempio è generalmente usata come scacciapensieri in gran parte dell'Africa, mentre tra gli Shona dello Zimbabwe rappresenta il richiamo degli spiriti nei riti religiosi.

Questa loro funzione e valenza multipla influenza il loro aspetto fisico, la scelta dei materiali naturali e le tecnologie con le quali vengono realizzati.

Se consideriamo la resa tecnica e sonora dei materiali a disposizione nel habitat naturale di chi realizza questi strumenti, possiamo immaginare che per alcuni di essi sia stato necessario trovare soluzioni tecniche per dare allo strumento una voce più “espressiva e vibrante”.

Questo e tanto altro mi hanno portato a posare uno sguardo curioso e diverso sugli strumenti della mia cultura, e a condividere questa esperienza con voi.