Roma, 6 ott. (AdnKronos) – “Da 20 anni ero il suo gallerista ma per me era uno dei miei più cari amici. Abbiamo fatto insieme grandi mostre come quella ai Mercati di Traiano o quella alla Valle dei Templi. Era molto professionale e molto corretto, riservato, educato, gentile e rispettoso del lavoro di tutti. Una voce fuori dal coro proprio per la sua natura una persona delicata e un poeta della materia”. Stefano Contini, storico gallerista di Igor Mitoraj, ricorda così, all’Adnkronos, l’artista scomparso.
“Era uno dei più grandi scultori del mondo ed uno dei più contemporanei -prosegue Contini- la sua grande qualità era di sfidare l’arte antica: aveva fatto molte mostre in musei archeologici e anche in quel contesto la sua personalità, quella delle sue opere, veniva fuori. Era un artista ben riconoscibile e la sua fama era mondiale. Non solo aveva il riconoscimento culturale dei più grandi musei del mondo ma era apprezzato anche dai grandi collezionisti e sicuramente lo sarà sempre di più”.
“Era apprezzato in tutto il mondo perchè la sua classicità lo portava anche laddove l’amore per l’arte classica è arrivato tardi: dall’oriente all’america i collezionisti godevano della sua delicatezza”, conclude Contini.